mercoledì 13 giugno 2018

Yoga per bambini al Parma Etica Festival

Cari amici che seguite questo blog, anche negli ultimi giorni sono stata molto presa dalla preparazione al Parma Etica Festival che c'è stato nello scorso weekend presso il parco ex Eridania. Se non avete avuto occasione di venirci a trovare vi racconto brevemente che attività relative allo yoga per bambini abbiamo proposto lungo questa tre giorni!
Venerdì abbiamo sfidato un tempo incerto e inizialmente nuvoloso ma che nel pomeriggio ci ha regalato un bellissimo sole durante la nostra lezione di Yoga e Psicomotricità 3-6 anni che ho svolto insieme a Margherita Russo. Se ancora non conoscete Margherita dovete assolutamente far provare ai vostri bambini una lezione con lei... è simpaticissima e preparatissima e ha studiato un percorso divertente e stimolante per i bimbi che hanno partecipato e ci hanno seguito nonostante il Festival sia anche un posto dove non è semplicissimo concentrarsi, soprattutto per i bambini. Abbiamo iniziato la lezione con i rituali dello Yoga come il saluto al sole e l'accensione della candela e dell'incenso e poi ci siamo lanciati in questo percorso che ha stimolato i bimbi a mettere in atto tutte le loro abilità. A fine lezione siamo tornati su un canale più yogico e abbiamo imparato alcune posizioni in musica tra cui il famosissimo albero, che sempre piace molto ai bambini.

Sabato mattina invece mi sono unita ad Apnu, Associazione Per il Neo Umanesimo per fare insieme lezione di baby yoga ed è stata la conferma di un sodalizio sempre molto nutriente! Sara Sarita Manferdini, la loro insegnante che è una mia super docente è davvero nel suo mondo insieme a mamme e neonati e la sua lezione con il piccolo contributo mio e di Vithiika è davvero fluida e divertente, i bimbi, seppur molto piccoli sono stati davvero coinvolti ed entusiasti. È bello continuare a frequentare i propri maestri e avere l'occasione di continuare ad imparare da loro!!!
Sabato e domenica mattina con i bimbi 3-6 anni ho proposto ancora un percorso di psicomotricità analogo a quello di venerdì ma personalizzandolo un po, non prima di aver cantato il mantra Baba Nam Kevalam con l'uso degli strumenti musicali che i bambini amano molto! Poi ho integrato con elementi di body percussion, ossia l'uso del proprio corpo (mani, gambe ecc) come strumento musicale da "battere" a tempo di musica. Oltre ad essere un esercizio divertente questo risulta inoltre molto utile a sviluppare coordinazione e senso del ritmo.
Il Parma Etica Festival è sempre una cornice molto bella per proporre attività anche se forse la difficoltà è stata quella di coordinarsi con le tante altre discipline che venivano proposte nelle vicinanze, ma come sempre la cooperazione ha prevalso e siamo riusciti a coesistere e a lavorare divertendoci tutti.

Grazie a tutti i bambini che sono venuti a conoscermi e a trovarmi e al pezzettino di loro che mi hanno regalato con la loro presenza, compagnia e contagiosa energia!
NAMASKAR A TUTTI E ALLA PROSSIMA!

giovedì 31 maggio 2018

Riflessioni sul convegno Danza della Vita



Il frullatore del Convegno Danza della Vita è terminato ormai da una decina di giorni ma non ho ancora trovato occasione per scrivere niente a riguardo, se non qualche ringraziamento su Facebook a chi ha partecipato, sia in veste di relatore, organizzatore o come ascoltatore. Il fatto è che le emozioni sono state talmente tante che è difficile descriverle a parole, anche per una come me che con le parole, specialmente scritte, di solito ci va a nozze.
Per chi c'era so che è chiaro di cosa sto parlando, sentire l'entusiasmo degli ospiti che abbiamo chiamato, la passione che mettono nel loro lavoro e che hanno messo nel comunicarla al pubblico sono stati davvero di una forza e di un'energia che mai avrei potuto prevedere. 
Ho aperto la danza parlando di continuum, nell'assistenza e nel sostegno alla donna in gravidanza ma anche negli argomenti, e anche se apparentemente ognuno parlava del proprio tema è stato bellissimo scoprire punti di contatto e, appunto, di continuità tra tutti gli interventi.
Ecco, io parlo per me perché posso dire quello che io ho sentito e che mi riempie di gioia è il fatto di essermi in prima persona divertita durante il weekend, rilassata, vedendo che tutto filava liscio in modo naturale, proprio come una nascita rispettata e avvenuta in un ambiente protetto.
Protezione. Questa parola proprio Odent l'ha ripetuta spesso, spiegando l'importanza di proteggere la donna durante il travaglio (ma non solo) da interferenze e stimoli che potrebbero attivare troppo la sua parte razionale a scapito della parte istintuale.
Ecco, oltre a sentirmi protetta, questa schiera di professionisti, diversi tra loro ma animati tutti da una missione, da un fuoco sacro, mi ha fatto sentire parte di una rete, di un processo, di quella Danza della Vita che abbiamo tanto voluto nel nome dell'evento. Emiliano Toso lo spiega bene questo concetto durante l'introduzione ai suoi concerti quando parla dell'interazione delle cellule, e io ho sentito che tutto questo durante il weekend è accaduto.

Sto già pensando a come far continuare la Danza, un po' perché quasi quotidianamente mi chiedono quando sarà la prossima edizione, un po' perché una cosa così bella come il dialogo non può rimanere isolata ma deve avere, lo ripeto...continuità.
E in attesa del prossimo appuntamento, che ognuno si dedichi alla propria Danza della Vita...💙💚💛💜

giovedì 10 maggio 2018

Vorrei un tempo lento lento...

Questa mattina mio figlio si è svegliato da solo e presto. Non troppo presto, non da farmi implorare di dormire ancora un po', tanto più che ero già sveglia anche io e cercavo solo un buon motivo per alzarmi dal letto. Mattinata senza appuntamenti, bambino che si sveglia alle 7.00 e la prospettiva di tutto il tempo davanti.

Mi sono accorta di un mio schema automatico che è quello dell'andare di corsa, una modalità che mi veniva spontaneo mettere in pratica anche questa mattina che non ce n'era bisogno. Mentre facevamo colazione mi sono ascoltata e ho sentito tutta la mia fretta, la mia scarsa disponibilità a stare in quel momento unico di pace e condivisione di questo nostro momento. Avrei voluto andare in cucina, preparare altre mille cose, ma sentivo l'affanno in tutto questo, e contemporaneamente, il bisogno di Lorenzo di lentezza e di assaporare la sua frutta. Mi ha chiesto di tagliargli il melone in pezzi piccolissimi e li ha mangiati lentamente, e io con lui. Poi siamo andati a scegliere i vestiti, mentre mettevo a posto la tavola lui ha giocato un po' con la sua bicicletta e poi ci siamo preparati per uscire! 

Visto che avevamo tanto tempo ci siamo concessi anche una pausa al bar insieme e mentre io ho preso il caffè gli ho letto con calma due libri.
Ora che racconto tutto questo sento ancora la fatica di aver cambiato il mio ritmo interno ed esterno a favore del suo, di aver provato ad cavalcare le circostanze che mi permettevano di non correre, la difficoltà di prendersi più tempo e sentire l'affiorare di qualcosa di scomodo. 

Al giorno d'oggi so di essere in buona compagnia perché la società va spesso di fretta e non ci sentiamo problematici se lo siamo anche noi, anzi a me questa mattina è successo il contrario: mi sembrava di andare controcorrente rispetto al mio interno e all'esterno...ma nel traffico mi sono scoperta tranquilla, rilassata e incurante della colonna di auto che avevo davanti...stamattina avevo finalmente tempo!

Credo che ogni tanto sia importante farci fare questo regalo dai nostri bambini: farci donare uno spazio più lento per stare con loro, anche in silenzio, assecondare i loro desideri importantissimi senza bollarli come perdite di tempo, cullarli nel non far niente, nell'aspettare, nel guardare fuori dalla finestra, nello stringersi in un abbraccio tra un boccone e l'altro, nell'arrivare a scuola con un sospiro di sollievo e non con il fiatone. Vi assicuro che tutta la giornata ne risente positivamente!

Oggi andiamo da Feltrinelli e per l'occasione cercherò questo libro per lui ma soprattutto per me!

giovedì 26 aprile 2018

Mi sono resa conto stamattina di avere un po' trascurato il blog nelle ultime settimane ma ecco qui il motivo! Sono stata molto presa dalla frequentazione di un corso che ho terminato solo stamattina ed, essendo online, è stato necessario dedicarmici in ogni momento libero per non portarmi computer e lavoro a casa...

Oggi la grandissima soddisfazione di aver portato a termine questo percorso che, per carità, rappresenta solo un punto di partenza per me ma comunque molto importante. Ho completato il corso  di Mindful Educator Essential con la scuola Mindful Schools, che è consistito in 6 settimane di lezioni frontali in inglese, con compiti a casa di pratica formale e di pratica in aula con i bambini per chi già lavora con loro.
La prima difficoltà è stata senza dubbio la lingua, infatti, pur avendo vissuto per un breve periodo in Canada, questo è stato moltissimi anni fa e mi serve sempre un po' di rodaggio prima di rimettere in pista l'inglese o l'americano, soprattutto se parlati.
Inoltre la seconda fatica è stata trasferire la pratica nella mia routine, sempre scandita da molti impegni di cui il primo in assoluto è essere mamma, ma anche qui è una questione di costanza e di volontà. La cosa meno difficile è stata portare la pratica a scuola perché con il mio gruppo della scuola di Infanzia Collodi è stato immediato e spontaneo lavorare sulla consapevolezza, sull'attenzione, sul respiro, sul risveglio dei sensi, sulla pazienza, la gentilezza e su tanti altri aspetti che la Mindfulness incarna. Per questo mi sento ancora più profondamente grata, sia a Nicoletta Cinotti, miadocente, maestra, guida che mi ha indirizzato a questo corso, ma anche ai bambini che hanno colto al volo la mia intenzione di sperimentarmi insieme a loro nel bellissimo gioco della curiosità, della scoperta e della presenza. Domani festeggerò insieme a voi questo diploma!




martedì 17 aprile 2018

Il nutrimento dei bambini, secondo Myla e Jon Kabat-Zinn

Oggi ho assaporato questo bellissimo capitolo del libro "Il genitore consapevole" di Myla e Jon Kabat-Zinn e l'h trovato estremamente confortante e...nutriente. In certi momenti della lettura mi sono interrogata su quanto sia di difficile attuazione per noi mamme, spesso di fretta e con poco tempo da dedicare alla preparazione del nutrimento per i nostri bambini una volta svezzati. In realtà mi sono risposta che sicuramente con più tempo disponibile si puòcoltivare anche l'aspetto della lentezza e di una maggiore cura, ma bisogna sempre fare i conti con la realtà, e gentilmente, sviluppare accettazione e ricordare che la semplice presenza e la consapevolezza non ci chiedono alcun tempo aggiuntivo.

"Nutrirsi è una delle funzioni umane fondamentali alla quale di solito concediamo poca consapevolezza attimo dopo attimo anche se occupa un'enorme quantità di tempo, di energie e di pensiero. Un'analoga mancanza di consapevolezza macchia la nostra capacità di vedere e apprezzare alcuni dei più importanti aspetti dell'atto di fornire nutrimento ai nostri figli, anche se si tratta di un'attività in cui i genitori sono impegnati parecchie volte durante il giorno e la notte. Se noi ci dedichiamo al ruolo di genitori con la consapevolezza che la relazione e l'interazione umana sono di vitale importanza, le scelte apparentemente ordinarie ma formative che faremo rispetto al nutrimento, e cosa più importante, la qualità dell'attenzione che mettiamo nel prepararlo saranno meglio in sintonia con i bisogni del nostro bambino e molto probabilmente nutriranno anche altri aspetti oltre al semplice pancino.
(...) Sia che scegliamo di allattare al seno o con il biberon, possiamo nutrire il nostro bambino in maniera reattiva rispetto ai segnali che lui ci manda, dandogli il latte quando vuole, tenendolo in braccio con sensibilità, vicino al calore e al conforto del nostro corpo. Prendiamoci molto tempo, posiamo il libro o il giornale, spegniamo la tv, diamogli tutta la nostra attenzione e coltiviamo l'arte del guardare. È una meditazione in se stessa. Quando il bambino invece che secondo i suoi bisogni, viene nutrito secondo uno schema preordinato, l'ora della pappa arriva in un momento deciso da un adulto, indipendentemente dal fatto che lui abbia fame o no. Se invece di consentirgli di sperimentare la fame e quindi di sentire che questa viene placata mentre noi rispondiamo alla miriade di necessità che ci comunica più o meno sottilmente, l'esperienza può facilmente diventare distacco da sé e dalla persona che lo nutre. Gli viene negata la possibilità di regolarsi da solo e viene collocato in un ruolo passivo. (...)
Che i bambini siano allattati al seno o artificialmente, nutrirli in risposta ai loro segnali rinforza e costruisce il senso del loro potere. Sperimentano la loro capacità di ottenere ciò di cui hanno bisogno e di sollecitare una risposta adeguata dal mondo che li circonda. Questa qualità interna di fiducia, costruita su ripetute esperienze di riuscire con successo a raggiungere un effetto desiderato, è nota come consapevolezza della propria efficacia. Molti studi dimostrano che essa è un requisito fondamentale per la salute e la guarigione, la capacità di reggere lo stress e la capacità di operare salutari cambiamenti di stile di vita. (...)
Ci sono situazioni in cui, per una ragione o per l'altra, una madre non può allattare al seno il suo bambino. Ciò può scatenare una serie di emozioni dolorose, inclusi frustrazione, inadeguatezza e senso di colpa. Come abbiamo appena detto in relazione al nostro ostinato desiderio che le cose vadano in un certo modo durante il parto, anche qui abbiamo l'occasione di esercitare un po' di gentilezza e accettazione, verso noi stessi e la nostra condizione. Come stringiamo, vediamo e rispondiamo al nostro bambino è alla fine più importante dell'allattarlo al seno o al biberon. " Myla e Jon Kabat-Zinn , IL GENITORE CONSAPEVOLE

giovedì 29 marzo 2018

Un sabato alla fiera Fa' la cosa giusta

Circa due settimane fa, uscendo dalla metropolitana di Milano mi sono imbattuta per caso, perché di solito guardo sempre per terra, nel manifesto pubblicitario della Fiera Fa' la cosa giusta e la cosa mi ha molto incuriosito per gli argomenti trattati.

Su quelle poche informazioni sul poster diceva di essere una rassegna sugli stili di vita sostenibili intesi come alimentazione, arredamento, abbigliamento, educazione...e ricordo di aver pensato...ci devo andare per il mio blog!

Sul sito ho poi visto che c'erano inoltre molte aree tematiche dedicate ai bambini con laboratori di vario genere e la cosa mi ha attratto ancora di più. Sabato mattina quindi ho deciso: avrei lasciato al marito una giornata libera per dedicarsi a se stesso e allo studio e sarei andata con Lorenzo da sola in fiera in treno, era da tanto che mi chiedeva di tornare in carrozza!
Una volta arrivati il primo spazio che abbiamo visitato è stato quello dedicato alle costruzioni in legno: è stato bellissimo vedere moltissime famiglie con figli, tutti scalzi e intenti ognuno alla costruzione della sua torre e poi eventualmente collegarle tra di loro nei modi più disparati. 

Poi siamo stati rapiti da un laboratorio di danza e teatro dove c'erano tessuti colorati a disposizione dei bambini per danzare liberamente esplorando il concetto di spazio, e dopo poco siamo stati attratti irrimediabilmente da un profumatissimo orto di erbe aromatiche. Lo stand era organizzato ricreando un percorso odoroso e invitante tra vasetti di basilico, salvia, menta e timo con uno spazio idoneo per giocare con la terra e creare la propria pianta da annaffiare e curare. Inoltre ci ha conquistato il piccolo corner di letture "botaniche" con storie per bambini ispirate al tema della natura e del giardinaggio.



Prima di fermarci per il pranzo infine la nostra attenzione è stata catturata da uno stand di giochi in legno esteticamente bellissimi e con cui avremmo potuto giocare per tutto il pomeriggio. Il primo era un albero musicale in legno su cui far rotolare una pallina che, al contatto con ciascuna foglia, produceva un suono diverso, fino a formare una specie di melodia nell'arrivare fino a terra. 

Il secondo era un percorso per trottole in cui era bellissimo stare a guardare la loro lenta ma inesorabile discesa verso il basso che faceva venire voglia ogni volta di inserirne una nuova e ricominciare da capo. 
Lorenzo era talmente impegnato su questi due fronti che sono riuscita nel frattempo a dare una sbirciata allo stand di Elobaby per cercare dei pantaloni per la nuova stagione, purtroppo non trovando la taglia.

Tutta questa nostra avventura è stata fatta con l'ausilio del santo marsupio in cui dopo una tribolata sosta per il pranzo, Lorenzo ha anche fatto la nanna, con scarico perfetto su un divanetto della fiera. 

Siccome non si svegliava più perché era troppo comodo così stravaccato, dopo un paio d'ore in cui ho approfittato per massaggiare, studiare e poi dormire anche io, l'ho ricaricato in marsupio per percorrere anche l'altro padiglione della fiera, dedicato a piccole realtà alimentari che lavorano e commercializzano in modo sostenibile e attento all'ambiente. 

Sono tornata carica come una sherpa e con due ottime birre biologiche con cui pasteggiare alla sera.
Anche se abbastanza faticoso trovo molto divertente e stimolante viaggiare sola con lui e credo sia un'enorme opportunità ed esperienza per entrambi di crescita personale e di rafforzamento del legame, della fiducia reciproca e del senso di responsabilità (sempre di entrambi).
La sera siamo tornati esausti ma pieni di cose da raccontare al papà e con una grandissima voglia di fare un altro viaggio in treno... che tra pochi giorni avverrà. Genova arriviamo!!!

martedì 27 marzo 2018

Esercizi di Mindfulness alla Scuola dell'Infanzia


Venerdì scorso durante la mia giornata alla Scuola per l'Infanzia Collodi mi sentivo particolarmente ispirata dal protocollo di Mindulness per bambini che sto seguendo online con la scuola https://www.mindfulschools.org. In realtà non mi ero preparata quello che poi abbiamo sperimentato ma ero partita da lontano, portando un fiore vero e un fiore finto, entrambe gerbere, da annusare insieme ai bambini. Era partito proprio come un semplice esercizio di respiro per parlare della differenza tra inspiro ed espiro ma ben presto ho capito che c'era spazio per un lavoro ben più complesso. I ragazzi infatti si sono subito ingaggiati in una sfida per capire se i fiori fossero veri o finti, entrambi o uno dei due, pur essendo così simili. 
Così ho deciso di partire da lì: soltanto guardando i fiori non troppo da vicino ho chiesto loro quale fosse la prima impressione su di essi. Erano veri o finti? Entrambi o solo uno di loro?

Dopo che ognuno di loro ha detto la propria opinione, li ho sottoposti ad una verifica più approfondita. Stavolta potevano guardarli più da vicino, annusarli e toccarli, prestando attenzione a non rovinare i petali. E già qui è avvenuta una piccola rivoluzione dovuta al fatto che molti di loro hanno cambiato idea dopo aver avuto a disposizione maggiori elementi per valutare la questione.
A questo punto ho chiesto loro se hanno mai sperimentato anche in altre situazioni questo cambio di prospettiva, ossia: vi è mai successo di avere dei "pregiudizi" su un cibo dovuto all'aspetto o dall'odore e poi quando vi siete decisi ad assaggiarlo avete scoperto che vi piaceva?
Siiii, il gorgonzola! Un classico. Molliccio e muffoso ma super appetitoso. De gustibus ovviamente.

Ma vi è capitato per caso anche con delle persone? Avete mai pensato: quello lì non sarà mai mio amico o amica e poi trovarvi a giocare insieme tutti i pomeriggi? Anche qui risposte affermative a volontà.

Allora ho deciso di tentare il tutto e per tutto con il gioco dell'uvetta. Sono rimasta estremamente colpita dalla loro capacità di assaporare l'esperienza di conoscere l'uvetta ad occhi chiusi, prima con il senso del tatto, poi con l'udito, poi con l'olfatto e infine con la vista e il gusto SENZA MAI NOMINARE l'oggetto in questione, senza mai cedere alla tentazione di "dare la risposta giusta" ad una domanda che in realtà non era mai stata fatta.

Ho assistito a questo esercizio tantissime volte con gli adulti e in quasi nessun gruppo ho notato un'adesione all'esperienza in un modo così totalizzante. Adoro il senso di stupore che i bambini riaccendono in me e la voglia di sperimentare e giocare con loro e credo fermamente che sia una risorsa importantissima da coltivare per chi ci lavora a stretto contatto.